Ho solo un sogno nel cassetto, da dove parto?

CORAGGIO, TENACIA ED UN PIZZICO DI FOLLIA!

 

Trasformare un sogno nel cassetto in qualcosa di concreto, in un lavoro tutto tuo, richiede coraggio, tenacia ed anche un pizzico di follia!

In assoluto, io credo che la cosa più difficile sia capire da che parte iniziare.

Tutti, ma proprio tutti mi dicono che si inizia facendo un business plan che dovrebbe darmi tutti gli elementi di guida per condurre la mia attività in modo corretto.

Si, sicuramente, sono d’accordo su questo.

Ma per me che per ora ho “solo” un sogno e sono in quella fase in cui ancora non ho le idee abbastanza chiare e non saprei rispondere a nemmeno una sola delle domande che mi farebbe il commercialista per redigere il mio business plan, cosa devo fare? Abbandonare i miei sogni?

Certamente no!

Io credo che il punto di partenza corretto sia l’analisi profonda e sincera.

Il buon vecchio esame di coscienza che mi fa prendere consapevolezza del mio sogno di business, del perché lo voglio fare, cosa mi spinge, il perché fino ad oggi è rimasto nel cassetto e non ho avuto il coraggio di farlo diventare qualcosa di più.

Indagando perché PROPRIO ORA sia giunto il momento di dare spazio al MIO sogno: forse sono cambiate alcune priorità della mia vita?

Entrare in contatto intimamente con noi stessi ed ascoltarci profondamente potrebbe sorprenderci e farci scoprire ciò che desideriamo davvero, analizzare quella “vocina interna” che ci ha bloccati e ci ha mandato in un'altra direzione magari a realizzare il sogno di qualcun altro.

Quanti condizionamenti abbiamo dalla nostra famiglia?

Quanti di noi hanno “scelto” di continuare l’attività o intraprendere gli studi che sognava il proprio padre?

Quanti di noi hanno detto: “Papà, se fosse vivo, sarebbe orgoglioso di me. Il suo sogno si è avverato!”

Quando realizziamo i sogni “degli altri”, all’inizio potremmo forse essere contenti, ma prima o poi arriveremo a fare i conti con un senso di frustrazione ed insoddisfazione: spesso, appena se ne presenta l’occasione, il desiderio di “scappare” è forte.

Così è successo a Marco, il suo sogno fin da bambino era quello di fare lo chef, ma il sogno di suo padre era quello di vederlo a capo dell’azienda di famiglia e così, intrapresi gli studi necessari, Marco si è trovato a 40 anni a dirigere 3 negozi di abbigliamento.

È andato avanti, come gli veniva richiesto, con l’amaro in bocca e la frustrazione di alzarsi la mattina e “fare la vita” di qualcun altro!

Ad un certo punto però, presa consapevolezza di quella che era diventata la sua quotidianità, ha iniziato ad accarezzare l’idea di “mollare tutto” ed appena gli si è presentata l’occasione Marco ci ha provato.

Marco, pur essendo un manager, si è fatto aiutare ed ha iniziato così:

ha fatto una lista delle sue motivazioni e perplessità ed, analizzando il risultato con il suo mentore, ha scoperto che, per quanto forti e determinati fossero le sue motivazioni, non avrebbe MAI avuto il coraggio di fare qualcosa per sé senza l’approvazione della sua famiglia.

Così, Marco ha presentato al padre un progetto articolato che analizzava e rispondeva a tutti gli aspetti, critici e non, del suo progetto:

  • la sua idea

  • come avrebbe voluto realizzarla

  • una visione chiara del mercato a cui si voleva rivolgere

  • il preciso posizionamento della sua idea

  • la strategia di marketing e vendita per affermare il suo progetto

  • gli obiettivi ed un piano per raggiungerli

ha evidenziato anche i “punti deboli” e quello che “gli mancava”.

Fatto questo, il padre ha convenuto con lui che - con un po’ di sacrificio ed un anno sabbatico per acquisire le competenze necessarie mancanti, forse, Marco avrebbe potuto effettivamente realizzare il suo sogno.

Non era ancora una vera e propria approvazione, ma era già qualcosa su cui lui poteva iniziare a lavorare.

Alla fine Marco, non senza sacrifici e dopo alcuni anni dal primo passo della consapevolezza di fattibilità della trasformazione del suo sogno a qualcosa di concreto, è riuscito ed ora fa lo chef come sognava.

Questo e molti altri esempi di tenacia e forte motivazione insegnano che non ci possiamo mai arrendere, che è giusto ascoltare i nostri desideri e, soprattutto, chiederci ogni tanto:

“è proprio così, come ora, che voglio vivere?”

Quando si ha un forte desiderio di cambiamento, è facile che emerga all’improvviso quel sogno nel cassetto che fin da bambini abbiamo coltivato; allora, perché non avere il coraggio di verificarne la fattibilità?

Fare chiarezza è il primo passo per capire se la direzione che vorremmo intraprendere è veramente quella giusta per noi.

 

Fare questo lavoro insieme ad un mentore può essere la mossa vincente, per poter scandagliarne tutti gli aspetti ed in più avere un punto di vista esterno non condizionato.